Perché impegnarci nel craft ci fa sentire così bene? Nel suo ultimo libro, la psicologa e insegnante di craft Anne Kirketerp presenta prove che dimostrano che amiamo fare artigianato perché soddisfa bisogni psicologici di base radicati in noi.
Il craft ci fa sentire al sicuro: caldi, asciutti, sazi
Nel corso dell'evoluzione umana, il nostro obiettivo principale è stato la sopravvivenza. Siamo portati a cercare un rifugio caldo e asciutto, e a procurarci il cibo. Gran parte della nostra sopravvivenza è dipesa da ciò che possiamo fare con le nostre mani: costruire ripari, confezionare abiti, cacciare, raccogliere cibo, accendere fuochi e preparare pasti. È logico che i nervi delle nostre mani attivino grandi parti del nostro cervello. Solo in tempi molto recenti abbiamo avuto del tempo libero in cui non abbiamo fatto cose con le mani. Il sistema di ricompensa del nostro cervello favorisce la sopravvivenza. È per questo che essere al caldo, asciutti e sazi ci fa sentire così soddisfatti. Ma nel mondo moderno, l'abbondanza di cibo pronto e di dispositivi che consentono di risparmiare lavoro ha creato uno squilibrio tra il nostro stile di vita e i sistemi di ricompensa nel nostro cervello. Usare le mani per fare craft attiva questi sistemi, e ci fa stare bene.
Per milioni di anni il tempo a disposizione per stare seduti da soli e inattivi a “non fare nulla” è stato estremamente limitato, tanto meno per riflettere sulla vita, senza fare contemporaneamente qualcos'altro, come preparare il cibo da zero, mantenere vivo il fuoco o riparare vestiti e attrezzi. Fare craft ci fa sentire bene perché il nostro cervello associa il fare qualcosa con le mani con il nostro istinto di sopravvivenza di base per essere al caldo, asciutti e sazi.
Il fatto a mano ha più valore
L'atto di creare con le nostre mani ci riempie di associazioni positive che si tramandano attraverso le generazioni. È in parte il motivo per cui troviamo così tanto significato nel creare e tanto piacere nell'usare oggetti fatti a mano. Culturalmente attribuiamo un valore superiore agli oggetti realizzati a mano perché si ricollegano alle abilità che abbiamo usato per secoli per sopravvivere. È la massima espressione del fatto che qualcuno si preoccupa del nostro benessere.


Il craft attiva reti utili nel cervello
Al contrario, quando ci sediamo senza fare nulla e abbiamo solo i nostri pensieri come compagnia, il cervello attiva la parte strategica che usa le esperienze passate per prevenire che accadano cose negative. Diventa problematico se i pensieri negativi prendono il sopravvento e cominciamo a catastrofizzare, immaginando tutte le cose brutte che potrebbero accadere.
Troppa auto-riflessione con una rete di modalità predefinita (DMN = Default Mode Network) attiva è una delle spiegazioni per cui molte persone sperimentano ansia, stress e depressione.
Usare le mani e lasciarsi coinvolgere in un progetto creativo ci aiuta a cambiare le reti neurali. Ci dà tregua dai pensieri catastrofici, e questo è uno dei motivi per cui può essere così rilassante, soprattutto in caso di stress e ansia.
Riflettendo sulle ricerche della Dr.ssa Kirketerp e di altri, è chiaro che il craft entra in contatto con la nostra psicologia di base. Ci fornisce una spiegazione scientifica sul perché il craft è rilassante e crea una sensazione di stabilità e sicurezza. Spiega, da una prospettiva neurologica e psicologica, perché amiamo lavorare a maglia sciarpe e maglioni caldi e cucinare ricette invitanti. Se desideri leggere di più sulla psicologia che si nasconde nel craft, puoi acquistare una copia del libro della Dr.ssa Anne Kirketerp qui (disponibile solo in lingua inglese).